Frosinone, incendio scuola quartiere Cavoni “Tragedia evitata”
“L’incendio della scuola elementare nel quartiere Cavoni è l’emblema della non piena consapevolezza del concetto di prevenzione, quando la sicurezza cede alla mancata programmazione – hanno affermato i consiglieri comunali Teresa Petricca e Giovambattista Martino – Tragedia evitata, narrazione edulcorata con la dichiarazione di essere riusciti nell’ordinata evacuazione, in emergenza, dei bambini e del personale scolastico e della ditta di esecuzione dei lavori. Un boato sordo, poi il fumo denso che ha invaso i corridoi ed il panico tra le aule, ennesimo drammatico campanello d’allarme sulla gestione dell’edilizia scolastica e sulla tutela della vita umana all’interno degli edifici pubblici. Si stava applicando la guaina sul tetto, membrana impermeabile composta da bitume, residuo distillato del petrolio e polimeri , film plastici termofusibili, poliestere e fibre di vetro, dalla cui combustione si liberano fumi densi, gas tossici ,particolato fine e composti organici volatili, con possibilità di eventi patologici acuti e/o cronici. E’ apparsa completamente derubricata la prevenzione a mero adempimento burocratico. Si pongono, pertanto , ineludibili interrogativi, di cui il primo etico e normativo inderogabile: perché autorizzare la manutenzione straordinaria mentre gli alunni erano all’interno della struttura? Mantenere una scuola aperta durante interventi di ristrutturazione, manutenzione o efficientamento energetico non si potrà mai giustificare con la necessità di non interrompere l’attività didattica o di rispettare magari scadenze stringenti legate ai fondi pubblici. La sicurezza non è una variabile negoziabile. Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro(D.Lgs.81/2008) è chiarissimo: la valutazione dei rischi deve considerare tutte le interferenze possibili. Eseguire interventi invasivi a lezioni in corso significa accettare un margine di rischio non tollerabile. Una superficialità il dividere un edificio “ a comparti”. Il fuoco ed i fumi tossici non rispettano i confinamenti. Sull’incolumità degli studenti e del personale scolastico non si scommette per risparmiare tempo e risorse. Occorre un monitoraggio rigoroso sulla sovrapposizione tra cantiere e attività scolastica. L’evento di Frosinone deve trasformarsi in una linea di demarcazione netta. Gli edifici scolastici devono essere i luoghi più sicuri della comunità: nessuna scadenza amministrativa, nessun fondo da rendicontare e nessuna logica di risparmio vale l’incolumità di un bambino. La sicurezza non si garantisce con l’allontanamento dalla sede dell’evento, postumo l’incidente e con l’interruzione successiva delle lezioni, né tantomeno con l’arrivo dell’assessore ai Lavori Pubblici, ma con il rispetto della normativa e con la giusta valutazione del rischio invisibile dei cantieri, in presenza, senza affidarsi ad illusioni rassicuranti”.
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