Tutta la classe deve ripetere l’esame maturità, ex alunni richiamati dal Ministero

Non sono passati 20 anni come nel film «Immaturi», che racconta degli ex studenti di un liceo romano ormai quarantenni costretti a rifare l’esame di maturità per un disguido burocratico, ma quando hanno saputo di dover ripetere la prova sostenuta la scorsa estate, certo non hanno fatto i salti di gioia. Dopo 4 mesi a dir poco travagliati gli ex alunni della V A dello scientifico Galilei di Spadafora, piccolo centro del messinese, si sono presentati ella vecchia scuola per ripetere gli orali. Una vicenda curiosa nata dalla denuncia presentata dai genitori di una studentessa che hanno segnalato all’ufficio scolastico regionale gravi irregolarità nell’esame. La figlia avrebbe preso un voto molto più basso dei compagni – hanno spiegato – perché non avrebbe ricevuto, a differenza del resto della classe, il messaggino con cui una professoressa che faceva parte della commissione, via whatsapp, dava ai ragazzi una serie di suggerimenti sugli argomenti che sarebbero stati oggetto delle domande. L’ufficio scolastico , dopo una ispezione e vari accertamenti, ha stabilito che le irregolarità c’erano state, ha annullato le prove e disposto che gli alunni sarebbero dovuti tornare davanti a una nuova commissione. Una decisione che ha scatenato una guerra sui social e che, ovviamente, non è piaciuta agli studenti: alcuni di loro si sono già iscritti all’università, altri, come una ex allieva che è andata in vacanza Malta, hanno cambiato città. Dopo aver saputo che avrebbero dovuto vivere l’incubo dell’esame per la seconda volta, i ragazzi della ex V A hanno deciso di fare ricorso al tar di Catania contro il provvedimento dell’ufficio scolastico. Ma i giudici hanno dato loro torto. E ieri sono ricominciati gli orali. I primi interrogati avrebbero fatto una buona prova, nonostante lo stress, hanno fatto sapere dalla scuola. Oggi e sabato toccherà agli altri, compresa la compagna insoddisfatta del voto. Meno bene è andata alla prof che ha suggerito: trasferita in un liceo di Messina, rischia 6 mesi di sospensione. corriere.it