Si balla la tarantella nelle piazze di Parigi, anche la tammurriata e la pizzica

Da più di mezzo secolo le danze tradizionali del Sud Italia sono state riscoperte, anche grazie al lavoro di scavo compiuto da Ernesto De Martino capace di cogliere tutto il substrato di magia insisto ad esempio nella taranta, però adesso stanno conquistando anche i Paesi oltre le Alpi. È questo il caso, in particolare, della tarantella che piace da impazzire ai francesi. Il merito va attribuito a SuDanzare, che la insegna a Parigi insieme anche alla Pizzica, la Tammurriata e il Saltarello. Tullia Conte e Mattia Doto, i fondatori di questa compagnia, hanno unito le proprie esperienze di danza e teatro all’applicazione di pratiche bio energetiche, andando a ripescare antiche pratiche di medicina ancestrale proprie dei rituali di movimento delle tante culture mai sopite nell’Italia meridionale, e avvalendosi di pedagogisti in rappresentanza di ogni genere. «SuDanzare predica con le musiche e le trasmissione dei gesti l’inclusione sociale, il nostro atelier è aperto – dicono i due creatori – a tutti. Le lezioni sono trasversali, le persone diversamente abili sono accolte molto volentieri, dagli adulti ai bambini, qualunque sia la loro sofferenza patologica». La Francia ha compreso pienamente il messaggio veicolato da questa associazione culturale, tanto è vero che dal Comune di Parigi all’École Nationale Supérieure de Paris, dal Festival Culture d’Ailleurs di Epinay- sous-senart a quello des Femmes Solidaires a Digne, SuDanzare adesso è conosciuta in tutto il Paese transalpino. Danzare insieme, esprimere la propria essenza attraverso un’eredità di gesti antichi significa muoversi verso la pace. «Una volta aperta la porta all’idea che gli esseri umani in questa ricerca di pace sono tutti simili, non si può fare a meno di sentirsi parte – è l’alto mantra di SuDanzare – dello stesso insieme. Potremmo quasi scoprire che questo insieme e il rapportarsi degli individui tra loro, anziché chiudersi nelle proprie paure, rende forti e liberi da certe emozioni costrittive. Ce lo insegnano bene le culture fondate sull’aggregazione antecedenti l’età moderna». Assistere alle lezioni, gettarsi alle spalle ogni inibizione, provando a ballare la tarantella insieme a persone sconosciute, diverse o meno abili negli atelier di questi espatriati in nome della musica costituisce un atto liberatorio che i parigini compiono sempre di più grazie a Tullia e Matteo, ai loro nonni e avi che hanno tramandato queste danze. corriere.it