Madre e padre decapitati nell’abitazione, fermato il figlio

Quando i soccorsi sono entrati all’interno dell’appartamento di via Imperiale 10 a Mirandola, nel modenese, hanno trovato lui, Daniele Tavoni, 52 anni seduto sul divano e due persone decapitate. È un duplice omicidio quello avvenuto giovedì sera nel paese della Bassa, all’interno di una casa colonica nella periferia dell’abitato, vicino alla zona artigianale. L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio e sul posto sono subito arrivate le forze dell’ordine e i mezzi di emergenza. Le vittime sono Pietro Ferdinando Casari, 83 anni e Vincenza Giannini, 74 anni. La donna era molto conosciuta nel paese, aveva a lungo lavorato nella nota azienda del biomedicale Haemotronic, mentre Casari da tempo era in pensione. I sospetti degli inquirenti si sono subito diretti sul figlio di lei, ora in stato di fermo dopo essere stato interrogato a lungo anche per capire il contesto familiare all’interno del quale si sarebbe consumato l’efferato delitto. Da quanto è trapelato dall’indagine l’uomo era seduto sul divano, con la luce accesa, mentre le due vittime erano a terra poco lontano. Le indagini coordinate dalla Procura sono affidate alla squadra Mobile che insieme alla scientifica sono entrate all’interno dell’abitazione per un lungo sopralluogo, durato fino a notte inoltrata. Altri agenti invece hanno setacciato a lungo i dintorni del casale in cerca di indizi. Sul luogo della tragedia, un uomo che abita in prossimità della zona ha raccontato ai cronisti che vedeva quasi tutti i giorni il ragazzo a passeggio con il cane, infatti in serata nella casa di via Imperiale è arrivata anche una veterinaria. «Quando sono arrivato a casa attorno alle 20 e ho visto le forze dell’ordine, ero sotto choc — ha detto il vicino —. Abito qua da poco, vedevo spesso l’uomo portare fuori il cane e una volta mi hanno detto che alcuni lo sentivano spesso parlare da solo in ciclabile». Resta da capire la dinamica del tragico gesto. Su quanto accaduto è intervenuta anche la sindaca di Mirandola, Letizia Budri: «Questa è una tragedia che sta scuotendo nel profondo la nostra comunità». L’indagine è affidata al sostituto procuratore di Modena, Marco Niccolini. corriere.it