Zucchero, carie acne gonfiore e aumento di peso ecco tutti i rischi

Un cucchiaino di gelato ogni tanto fa bene al palato e all’anima, ma cosa si intende con «ogni tanto»? E perché sarebbe meglio limitare caramelle, biscotti e dolci più in generale? Lo spiega Alberto Laffranchi, medico specialista in radiologia (dal 1984 al 2021 alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), nel libro «Buono e bene a volte avviene» (NuovaIPSA & Gruppo Macro), in cui dà anche ricette utili a veicolare la cultura di una sana alimentazione. «Lo zucchero, se consumato in eccesso — spiega l’esperto — mina il meccanismo che regola l’equilibrio tra insulina e glicemia. In pratica avviene che, dopo aver mangiato un dolce, la glicemia sale in maniera repentina. Quindi interviene l’insulina che la abbassa altrettanto rapidamente. Il risultato è avere fame di lì a poco». Spesso sentiamo il bisogno di un cioccolatino più «di testa» che non per reale senso di fame: «I dolci danno un’illusione di euforia mentale che cala immediatamente, inducendoci a cercare altri alimenti zuccherini. Ed è circolo vizioso», specifica lo specialista.
Un’alimentazione sbilanciata, soprattutto se vira verso lo zucchero, «potrebbe avere conseguenze anche a lungo termine, senza contare che aumenta il rischio di soffrire di obesità, o di altre malattie croniche, e contribuisce ad accentuare il gonfiore addominale a causa dell’infiammazione dell’intestino». Lo zucchero, infatti, nutre la flora batterica patogena che si trova al suo interno, sfavorendo invece i batteri buoni». In particolare, quelli a cui prestare attenzione sono gli zuccheri raffinati, che si trovano in prodotti confezionati, nelle bibite gassate, nel più classico zucchero bianco che si usa nel caffè. «Meglio prestare attenzione anche alla farina 00. Per dolcificare sono più indicati il miele grezzo e il malto o, eventualmente, gli zuccheri grezzi se non si può fare altrimenti», suggerisce Laffranchi.
Nulla da dire sulla teoria: è chiarissima e le nozioni sono note. Ma la pratica? Come capire, cioè, se si sta eccedendo con la quota di zuccheri, senza ricorrere a calcoli matematici e senza segnare pedissequamente ciò che si mangia? «La letteratura scientifica evidenzia otto segnali che il nostro organismo manda per allertarci che qualcosa che non va», chiarisce Laffranchi. «Il primo è la mente annebbiata, causata dalla così detta “euforia da zucchero”. Seguono la comparsa di acne, la formazione di carie, sbalzi di umore, aumento di peso, gonfiore addominale, difficoltà a dormire e variazione nel gusto», riassume il medico.
Nel libro Laffranchi racconta, e rende pratico, il proprio metodo, sviluppato nei 15 anni alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, anche grazie al lavoro con Franco Berrino, pioniere nello studio sulla prevenzione attraverso la corretta alimentazione. Si tratta di un regime alimentare che propone 15 giorni d astensione da una serie di alimenti particolarmente infiammatori. Il fine è (ri)educare il palato e le abitudini. In questa fase della dieta è sconsigliato assumere zucchero, aspartame, bibite gassate e bevande nervine, grassi come burro, strutto e margarina, e una serie di additivi. Trascorso questo lasso di tempo, si dovrebbe notare un generale miglioramento della salute e del benessere. A questo punto si potrebbe decidere cosa reintrodurre e cosa no, con quale frequenza e cosa godersi con la giusta consapevolezza. Sempre dietro consiglio dell’esperto. corriere.it