Veroli, bambini ucraini accolti a scuola ecco l’impegno del Comprensivo 2 e di Don Stefano

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“In questi giorni le immagini della guerra in Ucraina si susseguono ad ogni ora nelle nostre case, la commozione e la preoccupazione che scaturisce  da quei bambini che scappano dal loro Paese, costretti da un momento all’altro ad abbandonare le loro camerette, gli amici, la scuola, le loro abitudini, spinge molti di noi a chiederci come poter  aiutare. E’ possibile dare una mano? Come accogliere i bambini ucraini che scappano dalla guerra?

Don Stefano Di Mario, parroco delle Comunità  del Giglio e di Sant’Angelo in Villa, nella verdeggiante campagna verolana, ha da subito deciso di contribuire personalmente ed attivamente accogliendo i minori in fuga dalla terrorizzante realtà bellica. Molti parrocchiani di “Santa Maria del Giglio” e di “San Michele Arcangelo” hanno dato la loro disponibilità per il sostegno materiale e psicologico dei piccoli e dei loro accompagnatori in  una dimensione di rete, nella prospettiva del prendersi cura dell’altro e nell’animazione della carità.

Per garantire una sorta di normalità ai bambini e alle bambine che sono fuggiti dal conflitto si è vagliato di accoglierli ed  inserirli nel sistema scolastico. La Dirigente Scolastica dell’I.C. Veroli 2°, prof.ssa Angela Avarello, ha immediatamente risposto positivamente all’invito di don Stefano  precisando, inoltre,  come accogliere non sia un’attività straordinaria, legata all’eccezionalità del momento che i ragazzi stanno vivendo, ma si  configura  sempre  come il primo passo di una pratica didattica ordinaria, fondata sull’ascolto e sulla collaborazione.

La Dirigente, inoltre, ha pubblicato subito un bando per il reclutamento di un mediatore linguistico-culturale, che, nelle classi ospitanti i nuovi arrivati, sta svolgendo una funzione di supporto, per quattro ore giornaliere, dal lunedì al venerdì.

Sono, così, entrati a far parte della nostra comunità scolastica due bambini nel plesso “Giglio” e uno nel plesso “Colleciaffone” della Scuola dell’Infanzia; nella Scuola Primaria “Giglio” è arrivato un bambino nella classe prima, tre bambini nella classe terza e uno nella quinta ed un ragazzo frequenta la Scuola Secondaria “Caio Mario”.

A scuola si parla con con i sorrisi, che riescono a essere percepiti anche se sono coperti dalle mascherine anti Covid-19 e con la gestualità: è il linguaggio universale dell’amore, in grado di avviare la socializzazione, a cui si uniscono disegni, giochi e canti. A questa rete imbastita con il filo dell’accoglienza, i diversi plessi  hanno aggiunto il supporto offerto dalla tecnologia, facendo affidamento su App in grado di tradurre in tempo reale frasi dall’italiano all’ucraino. Non è semplice. Così come non è semplice organizzare il percorso educativo e formativo, garantendo, prima di tutto, le condizioni minime di “normalità” quotidiana. La cura educativa ci impone sobrietà, attenzione alle sfumature, feedback positivi sull’ agire, nell’apprendimento e nella relazione con i compagni. Soprattutto non vogliamo dare mai l’idea di aver pena per la loro condizione, ma cerchiamo di  comunicare comprensione. Riteniamo che l’ascolto attivo e a-valutativo sia  un aspetto decisivo della relazione educativa che mettiamo in atto quotidianamente, come il  rispetto delle loro radici, la solidità per aiutare il superamento del trauma e per la ripresa di un pensiero autonomo sulla speranza del proprio futuro. Sappiamo bene, ha precisato la Dirigente Scolastica, che non è per gioia che sono da noi, ma lavoriamo affinché  tornino a casa  contenti di essere stati compresi,  di averci conosciuti,  sicuri di non aver perso ma guadagnato qualcosa anche dalla nostra scuola”. Lo comunica il Comprensivo Veroli 2.

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