Suore cantano e ballano la canzone di Sal Da Vinci, “Per sempre sì”
A prima vista sembrano davvero religiose: abito monacale, nomi come suor Anna o suor Marisa e un repertorio che alterna spiritualità e pop. Ma le «Suore Bologna» non appartengono a un ordine religioso: sono un gruppo artistico che usa musica e spettacolo per sostenere iniziative solidali. E sul palco l’atmosfera, più che da convento di clausura, ricorda a tratti quella di Sister Act. Il loro video in cui cantano «Per sempre sì», la canzone vincitrice dell’ultima edizione del Festival di Sanremo interpretata da Sal Da Vinci, ha già ottenuto più di 100.000 visualizzazioni. Un video in cui Bologna risulta al suo meglio e dove, grazie alle parole della canzone, vengono enfatizzati luoghi di culto e riferimenti religiosi noti a tutti, bolognesi e non. Il collettivo nasce circa una decina di anni fa da una storia legata a un monastero bolognese. Come racconta Ugo Nazzaro – presidente dell’associazione Vivere la Città ASD che segue il progetto – «Tutto parte dal convento delle Visitandine di via Santo Stefano. Una delle protagoniste del gruppo lavorava lì come cuoca. Con il tempo il monastero ha chiuso, anche per il calo delle vocazioni, e sono rimasti diversi abiti religiosi inutilizzati. Da qui l’idea: recuperarli e trasformarli in costume di scena. Alcune delle figlie della cuoca erano musiciste e artiste, e così è nato il progetto». Oggi il gruppo si esibisce in chiese, teatri e manifestazioni benefiche, proponendo un repertorio vario che spesso pesca tra i successi del Festival di Sanremo. Tra le loro specialità ci sono infatti le cover dei brani vincitori o più popolari della kermesse. Una sorta di scommessa musicale: «Quando uscì il pezzo dei Måneskin capimmo subito che avrebbe funzionato» – racconta Nazzaro, e la loro versione è uno tra i loro video più visualizzati sul loro canale YouTube. Come dicevamo, tra i brani più recenti reinterpretati dal gruppo c’è anche quello di Sal Da Vinci, una canzone che parla di amore eterno e che, proprio per il suo richiamo ai valori della fede e della spiritualità, sta trovando particolare risonanza anche tra il pubblico delle parrocchie e tra molti credenti. Il gioco dell’equivoco fa parte dello spettacolo. Molti spettatori, almeno all’inizio, credono davvero di trovarsi davanti a religiose. Poi la sorpresa lascia spazio alla curiosità – e spesso alla partecipazione. «Quando la gente capisce, si scioglie: cantano e ballano tutti con maggior libertà» – racconta Nazzaro. In alcune occasioni le chiese si sono riempite di pubblico incuriosito dalla musica. Nonostante l’ironia dell’operazione, il rapporto con il mondo ecclesiastico non è mai stato problematico. Anzi, in diverse parrocchie bolognesi il gruppo è stato invitato per eventi di solidarietà e spettacoli comunitari. Tra i loro estimatori c’è anche il cardinale di Bologna, Matteo Zuppi, che in passato ha assistito ad alcune esibizioni. Nel tempo le «Suore Bologna» sono arrivate anche in televisione, partecipando a «Tu si que vales» e arrivando fino alla finale. Oggi continuano a esibirsi soprattutto in contesti benefici e manifestazioni locali, portando musica e intrattenimento in eventi sociali e solidali e sostenendo anche la nazionale di calcio delle suore, questa volta però composta da vere religiose. corriere.it








