Sparano al volto a un gatto, l’animale si salva ma perde la vista
Gli hanno sparato al volto, da distanza ravvicinata. Non c’è verso che sia stato un incidente. Chi ha premuto il grilletto voleva proprio colpire il povero gatto di strada, che vive in una colonia felina regolarmente censita a Brisighella, in provincia di Ravenna. Non sappiamo cosa volesse ottenere, se uccidere l’animale o semplicemente se lo volesse sfigurare, per sadismo o divertimento. Se il gesto sia stato compiuto dunque solo come macabro passatempo. Quello che è avvenuto, di certo, è un fatto grave. «Un gesto crude, inspiegabile e barbaro. E ovviamente un reato» sottolinea l’Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa), che ha preso in cura il micetto. Che per fortuna è sopravvissuto, anche se ha già perso un occhio e anche l’altro è a rischio. Le radiografie effettuate nell’ambulatorio del dottor Mauro Gaddoni, dove i volontari dell’Enpa di Faenza lo hanno portato, hanno evidenziat0 decine di pallini di piombo conficcati nella testa e nel corpo del felino. «È un atto disumano e vigliacco – commentano i suoi soccorritori -, compiuto contro un animale che si fidava dell’essere umano. Pensare che si sia avvicinato in serenità alla persona che poi gli ha sparato, magari aspettandosi una coccola o una carezza, rende tutto ancora più atroce. Non possiamo e non vogliamo restare in silenzio». L’associazione presenterà denuncia contro ignoti e si costituirà parte civile nel processo contro il responsabile, se verrà individuato. Per questo lanciano anche un appello a chiunque possa avere visto movimenti strani attorno alla colonia a farsi avanti e a raccontare tutto alle autorità. In caso di cattura, la persona che ha sparato rischia una condanna sulla base della nuova Legge Brambilla che ha inasprito le pene per tutti i reati di maltrattamento o di uccisione non necessaria di animali. Una fattispecie in cui rientrerebbe sicuramente anche il caso di Brisighella. Sempre l’Enpa ha presentato una formale denuncia anche nei confronti dell’uomo che ha aggredito Ofelia, la bassottina di Figline Valdarno picchiata senza motivo e di cui avevamo raccontato QUI la vicenda. La cagnolina è ancora in gravi condizioni. Quando è arrivata alla clinica veterinaria di Arezzo a cui si appoggia l’associazione le sue condizioni erano drammatiche: contusione polmonare, emorragia toracica, contusioni addominali, ipotermia, collasso con insufficienza renale, ematomi diffusi e dolori in tutto il corpo. Ieri, a dieci giorni dalle percosse, è stato rimosso il secondo drenaggio che le era stato praticato e ora si auspica una sua progressiva ripresa, anche se la prognosi resta riservata. «Ofelia sta mostrando una straordinaria voglia di vivere – spiegano i volontari di Valdarno -. Continueremo a fare tutto il possibile per garantirle cure, protezione e futuro. «Quello che è accaduto – afferma Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa – è di una crudeltà inaccettabile, ma la risposta civile e solidale arrivata da cittadini, istituzioni e media dimostra che l’indifferenza non ha vinto. Ofelia è una combattente e noi saremo al suo fianco fino all’ultimo giorno, in tribunale e nella vita. A chi si rende colpevole di queste atrocità diciamo con forza: non c’è più spazio per la violenza sugli animali. Non passerà sotto silenzio, né resterà impunita». corriere.it








