Serie A, Peppe Poeta lascia la pallacanestro e ringrazia tutti i tifosi

“Qual è il tuo sogno?“ Durante tutta la carriera, quando mi veniva posta questa domanda, ho sempre risposto: “Continuare a vivere il sogno che sto vivendo”. È andato tutto oltre ogni più rosea aspettativa. Non avrei mai immaginato di giocare in Serie A, in Eurolega o addirittura di vestire per più di cento volte la maglia Azzurra. Per me, il ragazzino nato sui playground di Battipaglia, era già un sogno incredibile giocare e vivere di pallacanestro, qualsiasi fosse la categoria. Posso dire di essermi goduto il viaggio, ogni attimo, ogni secondo.

Cara Pallacanestro, ti ringrazio per avermi fatto vivere un sogno lungo 30 anni. Forse avrei potuto giocare un altro anno o magari due, ma il mio corpo mi sta dicendo di rallentare. E a me rallentare non è mai piaciuto. Mi sta dicendo di saltar qualche allenamento, di gestirmi durante le partite. No! Cara Pallacanestro, proprio non riesco, meriti che chiunque scenda in campo dia tutto se stesso. Io ci ho provato, fino all’ultimo secondo dell’ultima partita, ma oggi sento di non essere più in grado di farlo.

Non voglio riempire questo post di nomi e ringraziamenti. Ogni persona a suo modo è stata fondamentale nel mio percorso. Mi limito a due ringraziamenti speciali. Uno alla mia famiglia, Franco, Lucia, Manu, Sergio, Alice. Uno a tutti i tifosi, mi sono sempre sentito più amato di quanto meritassi: siete stati la mia forza, non smetterò mai di esservi grato. Oggi inizia un nuovo capitolo della mia vita e il mio primo obiettivo sarà quello di avere una risposta alla domanda: “Qual è il tuo sogno?” Grazie. Per sempre Tuo, Peppe

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