Scappa dallo studio dello psichiatra e prende a calci e pugni un anziano, morte cerebrale

Una violenza brutale, senza un motivo. Piero Orsini, 74 anni, è stato preso a calci e pugni in via Bovio durante una delle sue consuete passeggiate e ora si trova in coma all’ospedale di Pisa. L’assalitore è un 25enne fiorentino fuggito da uno studio psichiatrico poco distante dal luogo dell’aggressione. Un attacco selvaggio contro il quale il 74enne non ha potuto far nulla e che lo ha ridotto in fin di vita. «Non ce la farà, è morte cerebrale», racconta il fratello di Piero Orsini alla Nazione. Orsini, neurologo in pensione, e il 25enne fiorentino, studente di psicologia in cura psichiatrica da quattro anni, non si conoscevano e si sono trovati nello stesso posto casualmente. «È la vittima di un raptus. È capitato a lui ma poteva capitare a chiunque», spiegava Giovanni D’Allestro, dirigente della squadra volanti della polizia ricostruendo la dinamica della violenza. «Dobbiamo ringraziare i tanti cittadini intervenuti in aiuto della vittima per sottrarla alla furia». I residenti si sono affacciati alle finestre richiamati dalle urla: alcuni di loro sono scesi in strada e hanno provato ad allontanare il 25enne, in alcuni casi rimanendo anche contusi. «L’aggressore non ha saputo spiegare perché abbia agito in quel modo – spiega D’Allestro -. Sì è chiuso quasi subito in un mutismo completo e ha mostrato di rendersi solo parzialmente conto di quanto accaduto». Stando alla prima ricostruzione, il 25enne era stato accompagnato dal padre nello studio di psichiatria di via Bovio. In un momento di distrazione del genitore, il giovane sarebbe fuggito correndo in strada fino al luogo dell’attacco a Orsini. «Il ragazzo ricorda solo di essersi allontanato dallo studio medico perché molto arrabbiato. Ha solo dei flash di quanto accaduto». Il 25enne ha poi tentato di scappare, dirigendosi verso il Giardino Scotto, salvo poi riaffacciarsi in via Bovio dove è stato fermato e arrestato dagli agenti di polizia dopo l’intervento del padre. I primi accertamenti clinici avrebbero rilevato la positività ai cannabinoidi, ma sono in corso ulteriori esami. corriere.it