Ragazzino picchia controllore del bus, lo colpisce e gli schiaccia il viso contro l’asfalto
Mancavano pochi minuti all’inizio delle lezioni quando la cittadella degli studi di Vicenza è diventata teatro di un’aggressione ai danni di un controllore di un autobus. L’episodio è avvenuto lunedì 19 ottobre attorno alle 7.35 in via Baden Powell, dove un dipendente di Svt (Società vicentina trasporti) è stato accerchiato e picchiato davanti all’istituto superiore Canova. L’operatore era intervenuto a bordo del bus per richiamare un ragazzo che continuava a premere con insistenza e senza motivo il pulsante d’allarme di emergenza. Una volta scesi alla fermata un giovanissimo, non è ancora chiaro se sia lo stesso che era stato rimproverato poco prima, ha aggredito il controllore colpendolo alla testa fino a schiacciargli il volto sull’asfalto, mentre attorno un gruppetto formato da una quindicina studenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni, probabilmente alunni del vicino istituto Almerico da Schio, si è radunato urlando e incitando l’aggressore. La vittima ha scelto di non reagire, è risalita sul mezzo ed è riuscita a ripartire senza riportare ferite gravi ma in evidente stato di choc. La settimana precedente nella stessa fermata si erano registrati insulti al personale di trasporto. Questo episodio si inserisce in un quadro di crescenti tensioni giovanili in città, arrivando a pochi giorni da un altro fatto di cronaca: mercoledì 14 ottobre, alle 19.30, in viale Roma, un medico di 33 anni è stato accerchiato e picchiato senza motivo da un gruppo di ragazzini mentre tornava a casa, riportando la frattura del naso. Per quest’ultima aggressione lunedì sono stati denunciati due minorenni di 13 e 16 anni. Sulla vicenda dell’autobus è intervenuto con fermezza il presidente di Svt, Marco Sandonà, parlando di un evento «chiaramente inqualificabile che mi auguro possa trovare la condanna ferma e unanime da parte di tutti» e ribadendo che «non si è trattato di una bravata ma di un’aggressione vera e propria». Sandonà ha ricordato come il rispetto delle regole di viaggio e dell’uso dei dispositivi di emergenza sia un elemento basilare per il servizio pubblico, assicurando che l’azienda provvederà a «sostenere il dipendente e ad intraprendere tutte le azioni opportune a tutela sua, dell’Azienda e di tutti gli altri nostri dipendenti». Il presidente ha concluso evidenziando come l’episodio si innesti in un clima di malessere diffuso: «Ci auguriamo che i responsabili possano essere identificati – le sue parole – e ricordo che tutti i nostri mezzi sono dotati di un sistema di videosorveglianza. Nel frattempo mi auspico che quanto accaduto venga colto come un segnale circa la necessità di abbassare i toni». corriere.it








