Profughi in Italia, 900 euro al mese per una famiglia di 4 persone o 30 euro al giorno per chi li ospita

L’Italia prepara l’accoglienza, e il sostegno economico, ai profughi provenienti dall’Ucraina e a chi li ospita. Si tratta, a oggi, di 74 mila arrivi in Italia, di cui 29 mila minori, ha confermato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. «Abbiamo chiesto di attingere alle risorse finanziarie della Ue – ha detto la ministra ai microfoni di Radio Uno la mattina del 29 marzo – ma non si è ancora parlato di un contributo diretto per chi arriva dalla guerra». Le cifre sono circolate e dovrebbero essere previste attraverso un’ordinanza della Protezione civile attesa per il 29 marzo, che dovrebbe stabilire gli aiuti stanziati per ogni profugo nel nostro Paese. Per i circa 60 mila rifugiati che hanno trovato un alloggio autonomo sarebbe previsto un contributo «tra i 300 e i 350 euro» per ogni adulto titolare della protezione temporanea (adottata per la prima volta nella storia dell’Unione) e di 150 euro per ogni minore per un periodo massimo di tre mesi. Di fatto, si tratterebbe di 900 euro al mese per una famiglia di 4 persone. Per quanto riguarda invece l’accoglienza, l’importo destinato alle famiglie ospitanti a titolo di rimborso spese attraverso le associazioni del Terzo settore dovrebbe essere di circa 30 euro.

Nel pomeriggio del 29 marzo il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il Dpcm sulla protezione temporanea e l’assistenza per i profughi provenienti dall’Ucraina a causa della guerra. Il decreto – spiega Palazzo Chigi – recepisce la decisione del Consiglio Ue del 4 marzo. Il decreto fissa a partire dal 4 marzo 2022 la decorrenza della protezione temporanea, con durata di un anno; i beneficiari sono gli sfollati dall’Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022. In questa categoria rientrano non solo i residenti in Ucraina, ma anche cittadini di Paesi terzi che beneficiavano di protezione internazionale e i familiari; il permesso di soggiorno ha validità di un anno e può essere prorogato di sei mesi più sei, per un massimo di un anno. Consente l’accesso all’assistenza erogata dal Ssn, al mercato del lavoro e allo studio. Viene revocato, anche prima della sua scadenza, quando il Consiglio dell’Ue decide la cessazione della protezione temporanea. La Questura è l’autorità competente al rilascio del permesso di soggiorno per protezione temporanea. Il provvedimento prevede anche specifiche misure assistenziali e consente ai cittadini ucraini già presenti in Italia il ricongiungimento con i familiari ancora presenti in Ucraina.

La titolare del Viminale Lamorgese, dopo che si è svolta la riunione dei ministri dell’Interno della Ue, ha precisato che non si sta lavorando a «quote» e che i viaggi dei profughi resteranno su base «volontaria» ma al contempo ha sottolineato che l’Italia sta valutando un meccanismo di aiuti economici per l’assistenza ai profughi, anche tramite «i comuni» e «il commissario alla Protezione civile». Il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, ha detto che è essenziale ora arrivare a un pieno coordinamento dei vari livelli della pubblica amministrazione. «Più passa il tempo e più diventa urgente definire un protocollo unico che ci permetta di fare ognuno la propria parte».

Il Consiglio ha varato un piano in 10 punti per aiutare i profughi che comprende una piattaforma comune e, al contempo, rispondere alle inquietudini dei Paesi più interessati dall’esodo. Il tema sta montando, in Italia ma non solo. Germania e Polonia hanno inviato una lettera alla Commissione in cui chiedono «sostegno finanziario immediato» e meccanismi per «facilitare» i viaggi all’interno degli Stati membri. Varsavia è ovviamente in prima linea, con «oltre 2 milioni di persone» transitate dai suoi confini. Il bilancio Ue offre già diverse opzioni: uso flessibile dei fondi di coesione 2014-2020, il React-EU con una tranche per il 2022 fino a 10 miliardi di euro, compresa una quota immediata da 3,4 miliardi per le spese urgenti. corriere.it

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