Picchiato da 2 ragazze ricoverato in ospedale, “Ci aveva molestato”

Un accanimento con una tecnica da lottatori di arti marziali. O, almeno, finalizzata a fare male. Un pestaggio, quello avvenuto ai danni del 43enne di Croviana la notte tra il 26 e 27 aprile 2024 dopo aver molestato le due ragazze definito «un vero e proprio massacro» dall’avvocato Paolo Chiariello difensore di parte civile del 43enne, ieri – 18 febbraio – presente in aula all’udienza preliminare davanti al gup Enrico Borrelli per la scelta di rito delle due imputate rappresentate una dall’avvocata Angelica Domenichelli e l’altra dal collega Andrea de Bertolini. Dalla memoria della parte civile depositata ieri emerge un’aggressione violenta e viene contestata «la deformazione del viso» (art 583 quinquies), rafforzando la tesi della pm Maria Colpani che ha chiesto il processo per lesioni gravi e deformazione permanente del volto in concorso con l’aggravante dei futili motivi. «Nella memoria c’è la nostra idea di cos’è successo basata sui fatti, poi deciderà il giudice», spiega Chiariello. La parte civile ha già chiesto un risarcimento per varie centinaia di migliaia di euro sulla base della consulenza del medico legale di parte Andrea Moar. Nell’udienza di giugno si discuterà in rito abbreviato la posizione di entrambe le giovani, con lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Dal resoconto del perito e sulla base dei testimoni presenti quella sera di quasi due anni fa alla festa patronale di San Giorgio a Croviana, in val di Sole, emergerebbe un comportamento molto violento da parte delle due ragazze nei confronti del professionista, incapace di difendersi poiché aveva ecceduto nel bere. Un’aggressione da parte delle due giovani, oggi 25enni anche loro della val di Sole, che si sarebbe sviluppato in più fasi, con l’uomo caduto a terra tre volte. Fino all’ultima quando sbatte la testa all’indietro e perde conoscenza. Tre i momenti ricostruiti dal medico legale di parte sul pestaggio avvenuto prima all’interno della palestra e poi all’esterno in un vialetto nei pressi delle scuole elementari dove si svolgeva la festa. Una reazione agli apprezzamenti pesanti e ai palpeggiamenti subiti dalle giovani. In un primo momento l’uomo sarebbe colpito con 5-6 schiaffi al volto e pugni, poi una volta a terra preso a calci, anche al volto per tre volte almeno secondo un testimone. Le due ragazze, dopo la seconda caduta e con l’uomo che è in una posizione a gattoni, avrebbero nuovamente infierito su di lui con un altro attacco con calci sempre al viso e alla testa, fino alla terza caduta quando batte la testa, la nuca e perde conoscenza finendo all’ospedale. Ma se il colpo alla nuca ha causato l’ultima caduta a terra del 43nne non sarebbe stato quello a provocare le gravi lesioni al centro dell’azione penale e della richiesta di risarcimento. Oltre alla testimonianza di una decina di persone che hanno assistito alla scena quella notte, ci sono le impronte di sangue a suffragare la presunta violenza nell’aggressione al professionista. Le consulenze tecniche di parte sono state già fatte dal Ris di Parma con il generale Garofalo sulle tracce ematiche sulle scarpe di una delle due ragazze. Che con i calci inferti con il tallone del piede destro avrebbe provocato danni più gravi, devastanti come attestato dai sanitari del pronto soccorso dove l’uomo era stato preso in cura prima di essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e finire in coma farmacologico per un mese. Colpi rovinosi a detta anche di un testimone che avrebbe riferito ai carabinieri della compagnia di Cles che hanno sentito una trentina di testimoni e seguito le indagini, coordinati dalla Procura di Trento, di un rumore di denti sbattuti. Le posizioni delle due giovani sono diverse, una avrebbe partecipato più attivamente mentre l’altra avrebbe sferrato solo un calcio nel sedere al professionista. Anche se testimoni avrebbero confermato un’attività da parte di entrambe le imputate, accuse dalle quali avranno modo di difendersi nell’udienza dibattimentale di giugno. Una delle due che aveva presentato querela per molestie sessuali nei confronti dell’uomo, si attende la decisione del giudice Gianmarco Giua sull’opposizione all’archiviazione della difesa. corriere.it