Patente di guida, ecco le nuove regole sui fogli rosa
Il decreto del Mit rimanda infatti a un successivo atto direttoriale che dovrà attivare la piattaforma informatica della Motorizzazione: il sistema con cui autoscuole e istruttori dovranno programmare e certificare le ore di guida obbligatorie. Senza quella piattaforma non si certifica nulla. E senza certificazione, l’obbligo resta sospeso. Pubblicato sì, applicabile no.
Eppure il contesto rende questa riforma tutt’altro che simbolica. Negli ultimi dieci anni le patenti rilasciate in Italia sono aumentate, passando dalle 924.676 del 2014 alle 1.193.480 del 2024, con una crescita del 29 per cento. Un incremento che resiste anche all’impennata delle bocciature: sui quasi 2,3 milioni di esami sostenuti, il 37 per cento dei candidati non supera la teoria e oltre il 10 per cento viene respinto alla prova pratica. La riforma del foglio rosa potrebbe ridurre quel salto, spesso brutale, che è il contatto con la strada. Le otto ore obbligatorie sono pensate come un percorso strutturato: due ore per prendere confidenza con l’auto e con la sicurezza di base; tre ore di guida urbana vera, nel traffico quotidiano; due ore su autostrade o strade extraurbane, affrontando velocità più elevate; un’ora obbligatoria di notte, per misurarsi con visibilità ridotta e segnaletica. Un addestramento che punta a colmare un vuoto formativo evidente, soprattutto tra i più giovani. Nel 2024, il 60 per cento delle nuove patenti è stato rilasciato a under 21, mentre solo l’1 per cento dei candidati aveva più di 54 anni. Cambia anche il profilo dei nuovi patentati. In dieci anni è cresciuto in modo significativo il numero di neopatentati nati all’estero, passati da circa 121 mila a quasi 170 mila. Una platea più ampia e più eterogenea, con esperienze di partenza diverse, che rende ancora più centrale l’idea di una formazione pratica uniforme e certificata. Che però, al momento, non parte. Nel frattempo è aumentato anche il conto da pagare. Dal primo novembre 2025 sono entrati in vigore gli aumenti delle tariffe per gli esami di guida, legati alla revisione dei compensi degli esaminatori della Motorizzazione. L’aggravio medio è di 25-30 euro a candidato. A chiarire che non si tratta di una scelta delle autoscuole è l’Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica (Unasca) che ha spiegato: «non è una nostra scelta, ma una misura prevista per legge dal Mit per aggiornare i rimborsi allo Stato e rafforzare il servizio della Motorizzazione». In buona sostanza «sono destinati a coprire i costi del personale esaminatore e non rappresentano alcun guadagno per le autoscuole». Un rincaro che si aggiunge al costo delle otto ore di guida obbligatorie certificate: con tariffe che oscillano tra i 40 e i 60 euro l’ora, la spesa per l’addestramento sarà intorno ai 400 euro di media. Finché manca l’ultimo passaggio tecnico, però, le nuove regole non «dispiegano la loro efficacia», per usare le parole del decreto. Tradotto: non sono ancora operative. A dirlo senza giri di parole è Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona. «Ci chiamano in tanti per avere chiarimenti e a tutti rispondiamo che bisogna aspettare il decreto direttoriale del Mit che accenderà la piattaforma. Fino ad allora tutto resta fermo. Non ci sono termini perentori per la sua emanazione ma la mia speranza è che arrivi prestissimo, visto che si tratta di novità importanti alla luce dei gravi scontri stradali in cui rimangono coinvolti spesso i più giovani». Altamura chiarisce anche una bufala circolata in questi giorni: «Non sono stati introdotti limiti più stringenti di velocità per chi si esercita in autostrada con il foglio rosa e resta l’obbligo di impegnare al massimo le due corsie più a destra se l’arteria ne ha almeno tre. Quelle regole sono nel Codice della strada da anni. Il decreto le richiama, non le introduce. E le sanzioni, in caso di violazione, sono le stesse di sempre». In attesa dell’ultimo semaforo verde burocratico per la riforma, chi prende il foglio rosa continuerà a dover rispettare le regole attuali. corriere.it








