Parliamo dell’endometriosi, Ferentino si colora di giallo

di Fabio Paris

La città di Ferentino si tinge di giallo per l’Endometriosi, Marzo infatti è il mese dedicato alla consapevolezza sull’Endometriosi e alla sensibilizzazione su quest’ultima. Da questo proposito nasce l’idea di attuare un convegno su tale patologia, poiché per combatterla occorre dare voce alle paure, alle incertezze e alle sofferenze che l’endometriosi comporta e per sdoganare il silenzio presente su questo tema.

Il convegno “Parliamo dell’Endometriosi” promosso da Annarosa Celardi presidente del comitato Riprendiamoci la Sanità Ferentino e Claudia Angelisanti, si è svolto sabato 19 Marzo presso la sala convegni dell’Hotel Ristorante Bassetto di Ferentino, ha visto protagoniste numerose testimonianze delle donne affette da patologia congiuntamente al contributo di due specialisti il primario chirurgo e Presidente Lilt di Frosinone dottor Norberto Venturi e il Responsabile U.O.S Radiologia presso l’Ospedale di Alatri Roberto Sarra, in collaborazione con LILT Frosinone, ALICE ODV- Endomarch team Italy ed Eve Maison.

Presenti numerosi cittadini oltre ai diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale, il Sindaco Antonio Pompeo, l’Assessore alla Sanità Franco Martini e l’assessore alla Cultura Angelica Schietroma. Al termine del convegno diversi cittadini hanno prenotato un appuntamento per lo screening di prevenzione presso il centro Lilt di Frosinone. Il commento degli organizzatori. “Siamo molto soddisfatte, il convegno svoltosi lo scorso sabato è stato un modo coinvolgente per attrarre l’attenzione su una malattia ancora troppo sconosciuta e complessa da diagnosticare, per la quale l’informazione risulta fondamentale per fare prevenzione e migliorare il percorso di cura. Solo in Italia l’Endometriosi colpisce quasi tre milioni di donne, 10-15% in età fertile 25-35 anni le percentuali variano in base alla gravità della patologia spesso asintomatica che nei casi più gravi può portare all’infertilità, ciò influisce sui rapporti di coppia e nella vita sociale, molte di queste donne non riescono a svolgere diverse attività quotidiane a causa del dolore, ciò causa problemi di produttività a livello lavorativo. Proprio le donne con le loro storie sono state il centro di quest’ultimo oltre al contributo degli specialisti e di tutti gli intervenuti. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato fatto con il cuore per favorire la cultura della prevenzione”.

Redazione Digital

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