Padre violenta la figlia, braccialetto elettronico alla bambina per proteggerla

Violenze sessuali ripetute nei confronti della figlia, una ragazzina di appena 11 anni. E’ questa la gravissima accusa rivolta ad uomo di circa 60 anni della Versilia, per questa ragione indagato adesso dalla Procura di Lucca. Nel frattempo per lui è scattato il divieto tassativo di avvicinamento all’adolescente, alla quale è stato assegnato un braccialetto elettronico che permetterà alle forze di polizia di intervenire nel caso il padre cerchi di contravvenire alle disposizioni del tribunale.  Una storia terribile, svelata da La Nazione, che prende il via lo scorso anno: sono almeno tre gli episodi al centro della testimonianza in modalità protetta che la giovanissima studentessa ha già reso nel corso dell’incidente probatorio, richiesto dal giudice per le indagini preliminari. Tre episodi, come detto, risalenti al 2023, ma venuti alla luce soltanto lo scorso novembre.  In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: quel giorno la classe della ragazzina è stata visitata da un team di esperte, nell’ambito di un percorso di sensibilizzazione sul tema all’interno delle scuole. Toccata dalle parole delle psicologhe, la studentessa è scoppiata in un pianto dirotto che le ha permesso di togliersi quel macigno dal cuore che si portava dentro da mesi.  Prima la confidenza a un’amica, poi il coinvolgimento delle insegnanti e la convocazione della madre e infine l’attivazione del percorso di protezione previsto dal Codice Rosa. Un iter che è poi sfociato in tribunale, con la ragazzina che – in collegamento video da una stanza esterna – ha raccontato il suo dramma.  Tre gli episodi emersi, fatti di palpeggiamenti in auto e a casa, sempre in assenza della madre. In una circostanza lei sarebbe riuscita a divincolarsi e a chiudersi in camera, in attesa del ritorno della mamma. Fatti a lungo taciuti e non raccontati a nessuno, forse per paura e per vergogna, ma che alla fine l’adolescente non è più riuscita a tenere per sé. Gli atti dell’incidente probatorio sono stati trasmessi alla Procura, in modo che possa esser formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio. corriere.it