Notte di San Giovanni, la notte più corta dell’anno

di Biagio Cacciola

Da ventisette anni a Collepardo una compagnia di amici ha rilanciato un’antichissima tradizione praticata in modo avito. La notte di San Giovanni Battista, presso il suggestivo scenario delle Grotte di Collepardo, grazie alla preparazione e alla raccolta di erbe preziose organizzata da Marco Sarandrea, studioso di erboristeria, si prepara il fuoco sacro. Un grande falò viene appiccato nello spiazzo antistante la grotta. E’ il fuoco della Luce che serve a bruciare tutte le negatività di ogni partecipante alla notte sacra, perché la notte di San Giovanni è innanzitutto un evento religioso che risale alla notte dei tempi, quando gli abitanti di queste zone agricole affidavano la loro unica risorsa, la terra e i frutti di essa, alla benedizione di San Giovanni Battista, il precursore e cugino di Gesù Cristo. Una luce scaturisce dalla benedizione di erbe e piante particolari lasciate nella guazza tutta la sera fino al momento culminante del rito, la preghiera in antico aramaico che per anni e grazia di Dio ho recitato insieme a tutti i presenti intorno al grande falò, dove l’artemisia e l’iperico svolgono la funzione apotropaica di distruggere, l’artemisia, e difendere, l’iperico, ogni partecipante al rito da ogni male. E’ in quel momento che con chi si è vicino che si sviluppa la cosiddetta comparanza, un legame paragonabile a quello tra il Battista e Cristo. Un legame che fa diventare compari di San Giovanni per tutta la vita, guardando al bene del prossimo. E’ cosi che questa ‘Compagnia dell’Anello’ si prepara alla notte più corta dell’anno, per sconfiggere ogni male con la Grazia divina del rito di San Giovanni Battista.

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