Niente medici di famiglia, in tutto il Lazio è emergenza

“Denunciamo da anni la carenza di medici di medicina generale, la fotografia resa dal Gimbe lancia un allarme ancora più preoccupante, serve subito un intervento strutturale”. A dirlo è Luciana Cois, segretaria generale della Cisl Medici, all’indomani della pubblicazione del rapporto che evidenzia una carenza ormai diffusa e destinata ad aumentare negli anni a venire: mancano 5.700 medici di famiglia, ai quali da qui a 2028 si uniranno secondo le stime della Fondazione 8.180 pensionamenti.
“Ci sono stati errori di programmazione, questa carenza deriva da scelte legate al numero chiuso – aggiunge Pasquale Speranza, coordinatore nazionale dei medici di medicina generale della Cisl  –   Detto questo,  come riempire le case di comunità se tutti i medici sono a massimale orario? Così è difficile mettere in atto la fase attuativa del decreto ministeriale 77”. Ma i problemi non sono finiti: “Si tratta di una professione sempre meno attrattiva per la quale è importante avviare intanto una specifica formazione universitaria, aumentare le retribuzioni e poi  intervenire sul carico di lavoro. All’assistenza ai pazienti, infatti, si unisce il gravoso problema della burocrazia che con il digitale, paradossalmente, è persino aumentata e assorbe quasi più tempo di quello speso in ambulatorio”. Un ultimo aspetto è relativo al ruolo che svolge questa figura professionale: “È impossibile immaginare di togliere la capillarità degli studi medici, unico baluardo per il cittadino nelle tante zone disagiate del nostro Paese – conclude Speranza – non dimentichiamoci  il ruolo fondamentale nella medicina di prossimità”. 

Redazione Digital