Metal detector nelle scuole, contro la violenza ecco le nuove regole
«Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector»: a dirlo è il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in una intervista a 4 di Sera Weekend, parlando dell’accoltellamento a La Spezia di Abanoub Youssef da parte di un compagno di scuola, Atif Zouhair. «Noi vogliamo introdurre delle norme che colpiscono chi usa la violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono dei principi basilari in una società. Inviterei la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di vecchi pregiudizi per cui è tutto repressione. Quindi il divieto è repressione, la sanzione è repressione. Abbiamo sentito dire per tanti anni “vietato vietare”. Il no era demonizzato, i doveri venivano marginalizzati. Una società che ci ha abituato a coltivare soltanto diritti», ha commentato il ministro parlando del decreto Sicurezza. Come si può arginare il fenomeno della violenza nelle scuole? «Innanzitutto, impedire radicalmente che i giovani usino le armi – sostiene Valditara – . Poi, insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell’autorità, il rispetto verso l’autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni. Se noi non facciamo una vera e propria rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma comunque si porti altrove». corriere.it








