Immigrati senza cellulari nei centri d’accoglienza, niente telefonate
È stato approvato in Consiglio dei ministri il disegno di legge che riscrive le regole per i flussi migratori, introducendo misure che – ha dichiarato Giorgia Meloni – serviranno per «rafforzare il contrasto all’immigrazione illegale di massa e ai trafficanti di esseri umani». Ecco che cosa prevede in sintesi il provvedimento. È prevista l’«interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali in presenza di una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale» decisa con delibera del Consiglio dei ministri proposta dal ministro dell’Interno. L’interdizione può avere durata non superiore a 30 giorni, prorogabile per ulteriori 30 fino a un massimo di sei mesi complessivi. Le ipotesi di minaccia sono: rischio concreto di atti terroristici o di infiltrazione di terroristi, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi di alto livello con misure straordinarie di sicurezza. I migranti «possono essere condotti anche in Paesi terzi con cui l’Italia abbia stipulato accordi». In caso di violazione dell’interdizione, salvo che il fatto costituisca reato, si applica al trasgressore la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000. In caso di reiterazione è prevista la confisca dell’imbarcazione dopo il sequestro cautelare.
La protezione speciale passa da alcuni passaggi obbligati. Per ottenerla saranno necessari quattro requisiti. Il primo: avere un periodo di soggiorno regolare di almeno cinque anni. Poi a seguire sarà obbligatorio avere una conoscenza «certificata» della lingua italiana, considerata dal governo una condizione di integrazione nel Paese che concede la protezione speciale. Il terzo requisito invece riguarderà la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e una disponibilità finanziaria analoga a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari. Tutti paletti considerati dal Viminale necessari . Un dato gira in queste ore. Solo nel 2024 le commissioni territoriali hanno esaminato 90mila richieste di protezione che nel 64% di casi sono state respinte. La protezione speciale è stata data nel 14% dei casi, ossia a quasi 13mila persone, cui si aggiungono quelli che hanno ottenuto lo status di rifugiato o un’altra forma di protezione, quella sussidiaria. L’idea del governo è quello di creare, concedendo questi status, delle comunità che siano comunque integrate nella società italiana.
Per gli stranieri trattenuti nei Cpr, «al di fuori degli orari, degli spazi e delle modalità di utilizzo autorizzate», non è consentita la libera detenzione all’interno della struttura di telefoni cellulari anche di proprietà.
Secondo quanto prevede il disegno di legge gli apparecchi telefonici saranno custoditi da personale del soggetto incaricato della gestione per essere messi a disposizione dell’interessato «per il periodo strettamente necessario per l’utilizzo». Per effettuare telefonate all’esterno, si legge nel ddl, la persona trattenuta potrà utilizzare apparecchi telefonici fissi appositamente installati nella struttura. Ovvero utenze di telefonia mobile messe a disposizione da parte del soggetto incaricato della gestione.
Lo spirito del disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri è questo: l’intenzione di effettuare e ricevere telefonate «deve essere preventivamente rappresentata dalla persona trattenuta ad un operatore del soggetto incaricato della gestione, al fine di consentire la necessaria organizzazione degli spazi e dei tempi disponibili». corriere.it








