Fumata nera, ecco le curiosità sul Conclave e sulla scelta più segreta al mondo

Inizia il conclave, 133 cardinali elettori saranno chiusi e blindati di ogni comunicazione dentro la Cappella Sistina per decidere il successore di Papa Francesco e ne usciranno solo per il pranzo e per la notte. 
Il termine conclave, dal latino cum clavis, vuole dire chiuso con chiave. I cardinali elettori saranno letteralmente chiusi con la chiave nella Capella Sistina oggi alle 16:30h, dopo la pronuncia dell’Extra Omnes (“Fuori tutti”) e ne usciranno solo per il pranzo e per la notte alla Casa Santa Marta, che ha proprio funzione di albergo fatto ristrutturare da Giovanni Paolo II allo scopo. Le camere sono state aggiudicate per sorteggio fin da evitare proteste.
Per tutta la durata del conclave è imposta la più assoluta segretezza: ai cardinali, ai conclavisti e a tutto il personale presente è fatto divieto assoluto di contatti con l’esterno; agli elettori non sono inoltre permessi l’uso della televisione e la lettura di giornali. La violazione anche minima del segreto è un gravissimo reato, punibile con la scomunica latae sententiae.
Tra le novità, su questo conclave c’è un’estrema tutela della cybersicurezza e blindamento digitale per evitare contatto, interferenza o intrusione con l’esterno. L’ufficio di presidenza del Governatorato di Città del Vaticano ha reso noto che «tutti gli impianti di trasmissione del segnale di telecomunicazione per cellulare radiomobile presenti nel territorio dello Stato Città del Vaticano saranno disattivati. Il ripristino del segnale sarà effettuato successivamente all’annuncio dell’avvenuta elezione del Sommo Pontefice».
Il linguaggio della fumata: la prima fumata si aspetta oggi intorno alle 19h. Nella sala della Cappella Sistina ci sono due stufe. In una vengono bruciate le schede ed eventuali appunti dei cardinali. L’altra è invece collegata al noto comignolo che – grazie a speciali prodotti chimici – dà il risultato al mondo: una fumata nera per quando non viene raggiunto il quorum; una fumata bianca se c’è l’accordo sul nuovo pontefice eletto. Il candidato deve ottenere almeno 89 voti, pari ai due terzi dei votanti. In giornata odierna è previsto un voto, mentre nei prossimi giorni successivi ci saranno quattro: due la mattina e due il pomeriggio, così fino al raggiungimento della fumata bianca.
Quando finalmente si arriverà al quorum è una incognita. Basandoci sugli ultimi due conclavi, si aspetta una certa rapidità. Il cardinale Ratzinger fu eletto in quarta votazione, la più veloce dopo Pio XII, nel 1939. Bersoglio invece fu eletto nel quinto scrutinio. Nel 2025 ci sono diversi cardinali “papabili” e tanta diversità della curia, il che potrebbe allungare i tempi per arrivare al nome del prossimo pontifice. Se guardiamo indietro nella storia, il Papa Gregorio X fu il più lungo conclave mai celebrato, iniziato nel 1268 e durato fino al 1271. Nell’altro estremo, Papa Giulio II nel 1503, eletto in tempo record in solo 10 ore.
Ad elezione avvenuta, l’eletto dovrà rispondere alla domanda fatidica posta dal decano: «Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?». Accettando, la domanda successiva: «Quo nomine vis vocari?» («Con quale nome vuoi essere chiamato?»). Il neo-eletto si ritira nella Stanza delle Lacrime, per indossare le vesti papali con i quali si presenterà ai fedeli dalla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro e impartirà la prima benedizione Urbi et Orbi, dopo che il cardinale protodiacono proclami l’Habemus papam annunciando il nome del pontifice. 

Redazione Digital