Frosinone, l’Unità sconfessa Memmo Marzi sull’ascensore inclinato

Il Comitato dei cinque candidati delle Primarie per la città è intervenuto in merito alle dichiarazioni rilasciate dal candidato a sindaco del PD, circa le responsabilità della progettazione e della costruzione dell’ascensore inclinato, dopo che l’amministrazione Ottaviani ha ottenuto un finanziamento di 3.800.000 euro per la riqualificazione completa dell’impianto di mobilità.

“Purtroppo, per il candidato a sindaco del Pd, gli archivi, anche quelli di quotidiani importanti come l’Unità – ha commentato il comitato per le Primarie – sono impietosi, nel conservare la memoria storica di quanto avvenuto su alcuni disastri lasciati dalle vecchie amministrazioni, sulle opere pubbliche cittadine. Sull’edizione di venerdì 25 maggio 2007, infatti, alla vigilia delle elezioni con le quali si chiudevano i 9 anni di esecutivo della giunta Marzi, nell’articolo di Wanda Marra del quotidiano l’Unità, veniva ricordata la necessità ‘del completamento di quest’opera’, a dimostrazione del fatto che, già all’epoca, nel 2007, dopo la progettazione esecutiva, erano in corso da anni i lavori per l’ascensore inclinato e qualcuno avrebbe dovuto controllarli. Dunque, senza che sia necessaria alcuna dissertazione giuridica particolarmente difficile, a meno che nel programma elettorale del candidato a sindaco del Pd sia stata inserita la modifica del codice civile o della legge appalti, le prescrizioni e le decadenze per chiedere il risarcimento dei danni agli appaltatori per i vizi delle opere pubbliche vengono meno dopo due anni dalla consegna dell’opera, a meno che si possa parlare di vizi occulti, differentemente da quelli dell’ascensore inclinato, fin da subito sotto gli occhi di tutti. Nell’estate del 2012, quando l’attuale candidato a sindaco del Pd sollevò la questione in consiglio comunale, per utilizzare una espressione colorita ma che rende bene il senso della ‘fregatura’ che avevano preso il comune e la collettività, i buoi dalla stalla erano già scappati da parecchio tempo senza lasciare, accuratamente, traccia. Ora, criticare l’amministrazione Ottaviani perché è riuscita a reperire un finanziamento di 3 milioni 800.000 euro, non a carico dei contribuenti di Frosinone, bensì del ministero, per rifare completamente l’impianto di risalita, ponendo rimedio definitivo ai guasti ereditati, sembra davvero ingeneroso. Per il resto, i cittadini che utilizzeranno il nuovo impianto, magari anche con la doppia linea per evitare inconvenienti arrivando in centro storico, non avranno bisogno di bearsi dei prospettati dipinti di Giotto o di Cimabue, poiché saranno fieri ed orgogliosi di poter visitare opere e strutture pubbliche importanti, come due teatri comunali, la nuova sede municipale di palazzo Munari o l’Accademia di Belle Arti, che l’amministrazione Ottaviani ha creato e ristrutturato per l’intera cittadinanza e per quelle migliaia di giovani che hanno scoperto l’identità del nostro centro storico, ivi comprese le Terrazze del Belvedere, ove prima regnava solo il deserto dell’indifferenza”.

Redazione Frosinone