Frosinone-“I fallimenti della giunta Ottaviani”

[one_third][/one_third] “In questi giorni di campagna elettorale il sindaco Nicola Ottaviani ama affiggere manifesti dove, confrontando il “prima” e il “dopo” illustra ai cittadini le cose fatte. Peccato che, a fronte di qualche iniziativa realizzata, ce ne siano diverse non attuate – ha affermato il consigliere comunale Angelo Pizzutelli – E non si tratta certo di aspetti secondari. Anzi. Ne ho focalizzati solo cinque di punti dove questa amministrazione uscente ha completamente fallito non perché non ce ne siano altri ma semplicemente perché trattandosi di tematiche fondamentali bastano ed avanzano per far comprendere ai cittadini che il “fumus” che si vende in giro in queste ore non corrisponda alla realtà. Rifiuti: l’amministrazione Ottaviani su questo tema ha davvero fallito su tutta la linea. La gestione del nuovo appalto sulla raccolta dei rifiuti è ancora bloccata per via di ricorsi e anche per le note vicende giudiziarie che hanno paralizzato per mesi il settore. Se poi si analizza la raccolta differenziata, notiamo come essa sia mestamente al di sotto del 15% a dispetto della Tari, la tassa sull’immondizia, che risulta invece essere tra le più care d’Italia. Centro Storico: al di là dei tanti annunci e della creazione di un assessorato ad hoc, abbiamo registrato in questi anni la chiusura di una ventina di attività tra bar, edicole, negozi nonché alcune associazioni culturali e ricreative. Oggi il centro storico appare abbandonato con la maggior parte delle serrande desolatamente abbassate. E pensare che fu uno dei cavalli della campagna elettorale di cinque anni fa dell’attuale giunta e che solo dopo 5 anni dal proprio insediamento, precisamente a marzo 2017, è stato presentato un piano per il rilancio che sa tanto di campagna elettorale. Ambiente: il problema dell’inquinamento è ancora lontano dal risolversi. L’attuale amministrazione ha semplicemente adottato il piano regionale con le misure anti-smog recependo blocchi del traffico e targhe alterne che non sempre sono state rispettate. E se Frosinone ha registrato qualche giorno di valori più bassi di Pm 10 lo si deve più alle condizioni climatiche favorevoli (giornate più ventose) che non ai provvedimenti adottati. Nessuna traccia del tavolo tecnico permanente intercomunale cosi come l’attuazione del piano urbano generale del traffico adottato nel lonatno 2011 dall’intero consiglio comunale. Manutenzione: gli interventi di bitumazione di alcune strade negli ultimi giorni non devono far dimenticare le condizioni pietose in cui la città ha versato per cinque lunghissimi anni. Le strade di Frosinone hanno un manto bituminoso tra i più rovinati e non bisogna certo andare in estrema periferia per comprendere come sia stata considerato sinora la manutenzione stradale. Basti pensare alle condizioni in cui versa via Cicerone, la Monti Lepini o viale Mazzini per citare le più importanti. Tralasciamo, ma non certo perché di secondo piano, le tante strade periferiche dove buche e avvallamenti sono i veri protagonisti. Vogliamo parlare dei marciapiedi, veri pericoli per i pedoni? Oppure della pubblica illuminazione di cui tanto ci si vanta in queste ore quando per anni non si è provveduto nemmeno alla sostituzione delle lampade lasciando al buio interi tratti di arterie? O delle più semplici potature di alberi o la pulizia del parco delle colline in pieno centro storico? Opere Pubbliche ed Urbanistica: un ponte provvisorio in affitto e lo stadio quest’ultimo da suddividere nei meriti con i privati e senza i quali non si sarebbe fatto nulla. Poi il nulla. In cinque anni l’amministrazione Ottaviani non è riuscita a portare a termine le opere già programmate o in fase di realizzazione. Mi riferisco al project dei Piloni rimasto fermo, a piazza Risorgimento risolto miracolosamente solo da qualche settimana dopo l’ammissione degli errori realizzati dall’attuale amministrazione. La Monti Lepini che deve essere ancora completata così come le rotatorie del tratto che vanno da via Fabi al casello autostradale; la piscina ex Enal rimasta ferma così come la nuova scuola di Madonna della Neve. Tutte opere vecchie pensate dalle precedenti amministrazioni che in tutto questo lasso di tempo non si è riusciti a chiudere. Ora non mi si venga a dire che le pratiche erano fatte male o che presentavano problemi perche se anche fosse stato così in cinque anni per il principio della continuità amministrativa si sarebbero dovute sbloccare. Vogliamo poi parlare di urbanistica? Un settore completamente paralizzato dove anche le categorie di ingegneri, architetti o edili hanno più volte criticato. I grandi progetti urbanistici sono falliti, il piano Cdr-Cdu rimasto sulla carta, delle opere di ricucitura sia del piano B che della parte alta non vi è traccia. Ed anche le concessioni ai piccoli privati sono rimaste insoddisfatte. “Cambia che Frosinone cambia” fu lo slogan della precedente campagna elettorale. Slogan che oggi si sarebbe dovuto trasformare in “conferma il cambiamento avvenuto” – ha concluso Pizzutelli – Così, purtroppo per la città di Frosinone, non è stato. Scacco matto al “re” in cinque mosse”.