Frosinone, ex Motorizzazzione “Meglio non vendere e utilizzare l’immobile per servizi sanitari”

“La richiesta della Commissione Speciale Sanità di sospendere la procedura di vendita dell’ex MTC sembra aver toccato un nervo scoperto. Tanto che il consigliere Caparrelli, della lista Polo Civico, è intervenuto con grande solerzia per spiegare perché, a suo avviso, la vendita dovesse proseguire senza indugi, nonostante la prima asta sia già andata deserta. Nel corso del suo intervento abbiamo inoltre scoperto, con nostra sincera sorpresa, che alle competenze di consigliere comunale sembrerebbero affiancarsi quelle di esperto di urbanistica, pianificazione immobiliare e valorizzazione del patrimonio. Per l’occasione ha indossato anche i panni dell’esperto di programmazione sanitaria, illustrando con sorprendente sicurezza le future strategie espansionistiche della ASL e dell’Ospedale Spaziani. Un esercizio di pianificazione istituzionale che, a quanto pare, sfugge perfino agli stessi enti competenti. Nel frattempo, ha ripercorso vecchie vicende amministrative, dimenticando però un dettaglio non proprio marginale: le convergenze politiche che, alla luce del sole e nelle sedute del Consiglio comunale, hanno visto dialogare il capolista dell’opposizione e l’attuale maggioranza. Evidentemente alcune pagine della storia recente meritano di essere ricordate, altre molto meno. Secondo il consigliere, la Commissione Speciale Sanità avrebbe commesso il grave errore di chiedere la sospensione della vendita senza allegare un progetto definitivo, un piano economico-finanziario ed uno studio urbanistico. Una pretesa curiosa, considerato che una Commissione consiliare ha il compito di formulare indirizzi politici e proposte, non certo di sostituirsi agli uffici tecnici, ai progettisti e agli organi esecutivi del Comune.
Seguendo questo ragionamento, verrebbe da pensare che nessun Consiglio comunale dovrebbe mai approvare un indirizzo politico se prima non dispone di elaborati tecnici completi, computi metrici, cronoprogrammi e coperture finanziarie dettagliate. Un’interpretazione singolare del ruolo della politica, che rischierebbe di paralizzare qualsiasi iniziativa. Noi rivendichiamo invece un principio molto semplice: il dovere della politica è indicare una direzione quando ritiene che sia nell’interesse della collettività. In questo caso abbiamo ritenuto che un immobile comunale di rilevanza strategica potesse rappresentare una risorsa per future finalità sanitarie e che, prima di venderlo definitivamente, fosse opportuno aprire una riflessione seria. Saranno poi gli uffici competenti, qualora l’indirizzo venga condiviso, a valutare fattibilità, costi e modalità operative. Il confronto dovrebbe concentrarsi proprio su  : è conveniente privare definitivamente la città di un immobile strategico o è opportuno verificare se possa essere destinato a servizi sanitari di interesse pubblico? Su questa domanda sarebbe stato interessante ascoltare qualche argomento in più. Del resto, quando si tratta di tutelare il patrimonio pubblico e l’impiego delle risorse dei cittadini, la trasparenza dovrebbe essere un principio condiviso. È lo stesso criterio che ci ha portato a seguire con attenzione anche la vicenda relativa all’acquisizione dell’immobile destinato al Centro per l’Impiego, sulla quale, come riportato dagli organi di informazione, avevamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché venissero svolti tutti gli accertamenti ritenuti opportuni. Perché la trasparenza vale sempre, non solo quando serve a contestare le proposte degli altri”. Lo comunicano Giovambattista Martino, Teresa Petricca e Pasquale Cirillo”. 

Redazione Digital