“Frosinone culone”, gialloblu in Tv ecco la Gialappa’s Band

C’era una volta Giulianova-Frosinone. Bisogna cominciare così come nelle fiabe di un tempo per raccontare quella che più di una partita è diventata grazie al web e alla tv un evento mitologico. Oggi infatti sono 30 anni esatti da quando la Gialappa’s Band (il trio composto all’epoca da Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci) rese celebre uno sconosciuto radiocronista e telecronista di provincia, Francesco Marcozzi che raccontava le gesta del suo Giulianova. Per i pochi che non conoscessero ancora «Mai dire gol» la loro trasmissione satirica che allora andava in rete all’epoca su Mediaset, l’intento era di far fare quattro risate al pubblico italiano alle spese dei commentatori locali e delle loro immaginifiche telecronache totalmente schierate a favore della loro squadra del cuore. Ma, occorre dirlo subito, con quel minuto e 40 secondi del «meglio di» della telecronaca di Marcozzi si toccarono non solo le vette di una involontaria comicità sublime che si è trasmessa attraverso il web, ma si costruì anche il prototipo della telecronaca in cui il cronista non si limita a commentare, ma dice ciò che tutti i tifosi in quel momento pensano.  Tanto che se la partita dell’allora serie C2 (per la cronaca finì 2-2) fu vista in campo solo da qualche centinaio di persone, il filmato è stato visto in 30 anni da oltre 10 milioni di navigatori e probabilmente continuerà ad essere guardato moltissimo anche in futuro.  Merito sicuramente di alcune «perle» indimenticabili di Marcozzi. Come non ricordare il celebre «Frosinone culone» dopo un palo del Giulianova o «arrestate il guardalinee» che aveva fatto non si sa bene cosa (e che 30 anni dopo scriverà ironicamente al cronista di allora che lo aveva cercato «Caro Marcozzi, come vede sono ancora a piede libero…). Ma non è tanto solo quello che veniva detto quanto il tono, l’enfasi, con un Marcozzi che non riusciva a trattenersi come il più sfegatato dei tifosi, così da farlo diventare il simbolo assoluto di tutte le telecronache «partigiane» successive della storia del calcio. Per celebrare i 30 anni della clip della Gialappa’s il direttore del quotidiano abruzzese il «Centro», Luca Telese, ha pubblicato un piccolo speciale sul suo giornale. Stasera poi sulla tv locale Rete8 (visibile anche sul sito dell’emittente per chi non si trovasse in Abruzzo o in Molise) ci sarà un programma speciale  dedicato ai 30 anni dalla prima trasmissione dello spezzone, con i protagonisti dell’epoca come il calciatore del Giulianova Pugnitopo, il portiere del Frosinone Assante, ma anche con grandi telecronisti di oggi come Raffaele Auriemma e Pierluigi Pardo. «Il fatto che a 30 anni di distanza milioni di persone abbiano guardato quel filmato – spiega Telese- ci dimostra che c’è ancora una nostalgia per un calcio commentato che trasmetta passione autentica. Il fatto che quella clip si sia conservata in rete dopo tutto questo tempo e che frasi come “Frosinone culone” vengano ripetute ancora adesso negli stadi ci dimostra che quella non era solo una telecronaca quanto un grido liberatorio». «Che ci fosse passione autentica da parte dei protagonisti di questa storia – prosegue Telese- lo dimostrano poi due fatti. In primo luogo che il Frosinone non si sia mai sentito offeso dalla telecronaca e in secondo luogo che Marcozzi a fine carriera si sia comprato una piccola radio locale per continuare l’opera di telecronista anche dopo la pensione». Insomma a distanza di 30 anni possiamo dire che «Frosinone culone» è stato l’urlo di battaglia del tifoso contro il politicamente corretto nel calcio, come lo fu il celebre «La corazzata Potempkin è una c… pazzesca» di Fantozzi per il cinema. corriere.it