Fleximan distrugge un altro autovelox, lo chiamano in tutte le regioni
Nel Padovano è andato in scena un altro danneggiamento di autovelox in stile «Fleximan». L’ episodio di vandalismo contro un dispositivo per il controllo della velocità si è verificato lungo la strada regionale Postumia, nel territorio comunale di Fontaniva, in provincia di Padova. Uno degli autovelox installati lungo la SR 53, arteria strategica per il traffico tra Treviso e Vicenza, è stato abbattuto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, attraverso un taglio netto alla base del palo di sostegno. Dai primi accertamenti risulta che ignoti avrebbero infatti utilizzato un flessibile per segare il supporto metallico, rendendo il dispositivo completamente inutilizzabile. Sul luogo sono rimasti il palo tranciato e i cavi elettrici divelti, elementi che confermano un’azione mirata e tutt’altro che improvvisata.
Sull’accaduto è intervenuto il sindaco di Fontaniva, Alberto Trento, che ha espresso una netta condanna del gesto. «Questi danneggiamenti fanno solo del male alla cittadinanza – ha commentato Trento – gli autovelox non sono messi per fare cassa, ma per garantire la sicurezza di tutti e per fare in modo che la velocità venga moderata nei tratti più delicati della viabilità». Il primo cittadino ha poi sottolineato la volontà di non amplificare episodi di questo tipo: «Mi dispiace vedere simili atti – ha aggiunto – detto questo mi limito a quanto necessario, non voglio dare troppa visibilità a chi compie questi gesti, perché è spesso proprio quella che cercano». Trento ha quindi ribadito come la sicurezza stradale resti una priorità per l’amministrazione comunale. Le indagini sull’episodio sono tuttora in corso da parte delle forze dell’ordine. Quello di Fontaniva è l’ennesimo danneggiamento di autovelox registrato in Veneto e in altre regioni del Nord Italia. Negli ultimi tre anni circa una quindicina i dispositivi messi fuori uso, soprattutto tra le province di Rovigo, Padova e Belluno, con casi analoghi segnalati anche in Piemonte e Lombardia. In molti episodi la tecnica è sempre la stessa: un taglio netto alla base del palo con un flessibile, modalità che ha portato alla diffusione del soprannome «Fleximan» per indicare l’autore, o gli autori, dei sabotaggi. In Polesine, un operaio di 43 anni risulta attualmente indagato per il danneggiamento di sette dispositivi nel territorio rodigino. I presunti «Fleximan» che mandano fuori uso i tanto odiati occhi elettronici potrebbero essere più di uno. corriere.it








