Con una gallina dalla Ciociaria a Parigi, “È il simbolo della mia terra”
“Al Grand Palais di Parigi Claudia Bevilacqua ha portato una gallina per illustrare i modelli sconosciuti della Ciociaria! Fotografa originaria di Gallinaro, ha recentemente catturato il pubblico durante un grande evento annuale al Grand Palais, situato sull’emblematica rue des Champs-Élysées, con una performance audace. Il suo obiettivo: mettere in luce i modelli sconosciuti della Belle Époque, in particolare quelli originari di Gallinaro, il suo paese natale. Per segnare questa occasione, ha persino fatto entrare una vera gallina al salone Art Capital 2026, superando la sicurezza con un pizzico di malizia. Attraverso le sue due opere fotografiche esposte, Claudia Bevilacqua rende omaggio alle figure dimenticate che hanno posato per *La Semeuse* di Oscar Roty e *Le Tre Sorelle* di Matisse. Questa iniziativa audace unisce patrimonio culturale e reinterpretazione contemporanea, evocando un legame profondo con le sue radici ciociare. L’esperienza immersiva che ha creato ha risuonato con i visitatori, invitandoli a riflettere sull’importanza dei modelli spesso trascurati. La Belle Époque, periodo che si estende dalla fine del XIX secolo all’inizio della Prima Guerra Mondiale, è spesso celebrata per la sua effervescenza artistica e culturale. Claudia Bevilacqua si inserisce perfettamente in questo contesto scegliendo di riscoprire figure dimenticate che meritano di essere celebrate. Prendendo come punto di partenza il suo paese d’origine, Gallinaro, ricco di storia, avvia un’esplorazione artistica innovativa. Dopo oltre un decennio nel settore spaziale e satellitare, Claudia Bevilacqua è emersa nel 2019 come artista fotografa riconosciuta, mettendo in evidenza il ruolo delle donne nella società. La sua performance al Grand Palais, trasformato in un vero e proprio scrigno di creatività, è stata lodata e ha suscitato una riflessione profonda sull’importanza di riscoprire talenti e storie spesso dimenticati. Mettendo in evidenza figure sconosciute della Belle Époque, Claudia Bevilacqua incoraggia il pubblico a esplorare la ricchezza della diversità culturale, sottolineando che l’arte può fungere da ponte tra epoche e popoli. Rosalina, un pollo rosso, ha svolto un ruolo essenziale stabilendo un contatto concreto e affettuoso con i visitatori. Con il suo approccio innovativo, Claudia Bevilacqua onora non solo l’eredità di queste donne e uomini italiani poco conosciuti, presenti nelle più grandi opere francesi, ma apre anche un dialogo sull’importanza della memoria culturale. La sua performance al Grand Palais di Parigi ricorda che l’arte è una forma di espressione essenziale, capace di trascendere il tempo e di riconnetterci alle nostre radici. Questa celebrazione della creatività e del patrimonio culturale invita ognuno a interrogarsi sulle storie che plasmano la nostra identità collettiva. Se hai avuto l’occasione di assistere a questa performance o se desideri saperne di più sul lavoro di Claudia Bevilacqua, non esitare a condividere le tue impressioni sul suo profilo Instagram”.
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