Ceccano, Piroli chiede al sindaco Caligiore di dimettersi “Figuraccia in tutta Italia”

“È passata una settimana dalla pubblicazione del post della vergogna da parte dell’ex assessore alla cultura Stefano Gizzi. Una settimana in cui la nostra città è stata protagonista, suo malgrado, di una squallida vicenda politica. La presa di distanze da parte del Sindaco Caligiore è arrivata con colpevole ritardo, solo dopo la revoca della delega, peraltro voluta dalle alte sfere dello stesso partito di Gizzi, la Lega. Se il senatore Durigon non avesse preso in mano la situazione, Gizzi sarebbe ancora al suo posto e Caligiore non avrebbe preso alcuna posizione, come sempre è stato. La dimostrazione di ciò è il fragoroso silenzio della maggioranza tutta. Nessuno, infatti, ha speso una parola in merito. Ciò denota una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e fa presagire un regolamento di conti interni alla maggioranza, probabilmente in vista dell’imminente voto sul bilancio, o per definire la spartizione delle poltrone e delle candidature alla Regione o al Senato. Crediamo che Ceccano  meriti le scuse per quello che ha subito in questi giorni, e non ci bastano le scuse di Gizzi alla maggioranza, tra l’altro smentite da lui stesso. Una città messa completamente alla berlina da questa amministrazione e dal Sindaco Caligiore. I ceccanesi sono finiti sotto accusa su tutti i media nazionali e fatti passare per estremisti, guerrafondai e perché no, anche razzisti e contrari alla solidarietà. In questi anni non erano mancati segnali di intemperanze da parte di Stefano Gizzi, che non avevamo avuto remore nel segnalare, chiedendo dimissioni, revoca delle deleghe e presentando anche un’interpellanza in consiglio comunale. Gizzi, tra le tante cose, si era contraddistinto per aver bruciato in piazza il Codice da Vinci, per il sostegno allo “sciamano americano” nella vergognosa rivolta a favore di Donald Trump, per il suo assurdo paragone tra il green pass e le leggi razziali, ma potremmo citare altre decine di casi. Non ultimo l’epiteto con cui continua ad apostrofare sua Santità Papa Francesco, per Gizzi ‘il perito chimico Bergoglio’”. Lo comunica “Il coraggio di cambiare”.

“Dopo anni di esternazioni pubbliche al limite della decenza, da sempre da noi condannate, si chiude una brutta pagina per la città ed i ceccanesi tutti – ha affermato la consigliera Emanuela Piroli – “Esprimo soddisfazione per l’azione unitaria realizzata dalle forze politiche e consiliari di opposizione, di concerto con i nostri concittadini. Ringrazio tutti coloro che ad ogni livello politico ed istituzionale, hanno apportato un contributo. Purtroppo, però, devo constatare che il sindaco Caligiore, che ricordo essere anche carabiniere, non è da meno di Gizzi. Come dimostrato da una sua storia su Instagram, dove, con una violenza verbale che ci lascia basiti, la sinistra viene associata al brigatismo, utilizzando come sottofondo musicale il brano di un gruppo fondato da Massimo De Angelis, neofascista eversivo di “Terza Posizione”. Questo evidenzia, sicuramente, un certo nervosismo del primo cittadino, ma anche la sua incapacità nello svolgere il ruolo che gli compete, quello di essere il garante di tutti. Ci spieghi il Sindaco cosa intendesse esprimere con quella frase, anzi no, si dimetta e liberi la città da una gestione amministrativa inadeguata e imbarazzante. Così da poter iniziare a progettare interventi e a sviluppare idee per costruire un futuro migliore, questioni che non sembrano nell’agenda del Sindaco”.

Redazione Digital

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