Bonus disoccupati-“Tempi di attesa biblici”

[one_third][/one_third] Dopo circa un anno dall’ufficializzazione del tanto osannato bonus che nella Regione Lazio avrebbe dovuto stimolare le aziende del Frusinate e del Reatino ad impiegare i disoccupati, ci si è resi conto che non è purtroppo tutto oro quello che luccica. Ad analizzare le criticità, sul modo con cui viene gestito questo incentivo all’occupazione, Andrea Amata, vicepresidente della Provincia e leader di Alternativa Popolare Frosinone, e la candidata per le prossime amministrative Barbara Baldassarre, dottore in economia e diritto d’impresa. “È davvero avvilente assistere a come il valido strumento del bonus occupazionale, che avrebbe dovuto assestare un duro colpo alla crisi lavorativa locale, si stia trasformando in una vera e propria beffa – spiega Amata – Sicuramente lodevole l’iniziativa della Regione Lazio e del governatore Zingaretti che però si è concretizzata solo a seguito di infinite attese. Analizzando la situazione nello specifico, è chiaro che ciò che non ha funzionato è la gravosa procedura a cui devono sottoporsi le aziende candidate per accedere al finanziamento. Motivo, questo, che ha generato una generale indifferenza proprio tra coloro che avrebbero dovuto essere i più incentivati ad aderire al bonus”.

“Le aziende che si rivolgono a studi commercialistici come quello in cui lavoro per istruire le pratiche e provare ad ottenere l’agevolazione – aggiunge Baldassarre – dopo mesi dall’apertura della procedura si trovano a lamentarne i tempi biblici, tanto da arrivare a valutare, addirittura, la non prosecuzione del rapporto con il lavoratore dipendente, vanificando totalmente lo scopo dello strumento. Infatti alcune società, anche a distanza di sette o otto mesi, non hanno neppure ottenuto la valutazione, positiva o negativa che sia, con la quale viene almeno data una risposta certa. In pratica dopo tutti questi mesi non sanno neanche se avranno o meno diritto alla fruizione del fantomatico (a questo punto) contributo. Nel frattempo, però, devono continuare a pagare i dipendenti senza neanche sapere se sono idonei: oltre il danno, quindi, anche la beffa. Ma non è finita qua. In caso positivo, infatti, passerà ulteriore tempo: il bando prevede almeno tre mesi per iniziare a vedere qualche soldino sul conto societario. Dopo tale termine i candidati riceveranno solamente la prima metà del contributo, poiché l’iter sarà concluso solo alla fine dei primi due anni di assunzione, quando finalmente riceveranno, si spera senza ulteriori ritardi, la restante parte del bonus”.

“Ancora una volta le tanto decantate risoluzioni al problema occupazionale, vendute come oro colato, altro non sono che sabbie mobili in cui le imprese non hanno alcuna voglia di farsi inghiottire – osserva il vicepresidente della Provincia – Solo in Ciociaria con questa manovra si sarebbero potute impiegare ben 400 unità lavorative, come previsto dal bando, ma la ragnatela burocratica pare che stia tiranneggiando e vanificando ogni impulso a creare opportunità”. A sostegno delle tesi di Amata la candidata di Alternativa Popolare afferma: “Puntualmente mi trovo ad assistere a un’evidente perdita d’interesse da parte dei destinatari della misura. Purtroppo l’iter per accedere ai contributi è lungo e disincentivante. In pochi hanno deciso di avventurarsi per queste lande desolate: i “coraggiosi” che hanno trovato la forza di aderire sono stati appena una novantina e gli ammessi al finanziamento ancor meno. È un peccato dover constatare che quella che poteva rappresentare una concreta risposta al problema della disoccupazione, anche se solo per alcuni dei troppi ciociari in cerca d’impiego, sia di fatto un grande buco nell’acqua. Il risultato ottenuto – conclude Barbara Baldassarre – è stato solo quello di far lievitare il numero di aziende che aspettano incentivi regionali, facendole così incappare in meccanismi che, nella migliore delle ipotesi, si risolveranno a distanza di molti mesi, se non anni. È indispensabile non tradire le aspettative di tutti coloro che credono negli strumenti volti a sostenere chi non ha reddito. Altrettanto prioritario è far sì che queste agevolazioni siano davvero accessibili e non rimangano belle ma inutili cattedrali nel deserto”.

Amata e Baldassarre hanno così affermato, coralmente, che la Regione dovrebbe rendersi conto, soprattutto in un quadro economico e sociale come il nostro, quanto sia indispensabile snellezza nelle procedure e tempi d’attesa più brevi. Si auspica quindi che l’eccezione non diventi la regola e che il nuovo bando, pubblicato proprio martedì dalla Regione e relativo ai bonus da assegnare per le assunzioni dell’anno in corso, abbia tempi ragionevoli e possa quindi rivelarsi un’opportunità vera e concreta per risolvere almeno in parte la crisi che da anni sta martoriando la nostra amata terra.