ASL Frosinone-“Il modello degli ambufest è inutile”

“Lo SNAMI, sindacato nazionale dei Medici di Famiglia, riporta all’attenzione il problema degli ambufest – hanno affermato il dott. Giovanni Magnante e il dott. Giovambattista Martino – Nonostante le ripetute richieste di disattivare, già un mese dopo l’apertura, il modello evidentemente vuoto di utilità e senso logico degli ambufest, si subisce la sconcertante proroga per addirittura un anno e mezzo del più inqualificabile progetto della ASL di Frosinone. La giustificazione degli Ambufest era la riduzione degli accessi e della congestione dei pronto soccorso . Ma, ci chiediamo, esiste qualcuno in una normale condizione di etica e di moralità che può affermare che grazie agli ambufest gli accessi ai Pronto Soccorso si sono regolarizzati? Le cronache di tutto questo anno ci raccontano di Pronto Soccorso veri e propri gironi infernali in progressivo peggioramento con condizioni sempre più offensive per la dignità delle persone. Di fronte a tutto questo, tralasciando lo sperpero per assurde e ripetute inserzioni pubblicitarie, onestamente come si può tacere davanti alla proroga di una tale ingiustizia le cui modalità sono sconcertanti per la mancanza di una verifica reale, ma sopratutto sconvolgenti per i vantaggi autoassegnati. Non può essere questa la gestione della cosa pubblica. Rispetto agli ambufest, anche altri numerosi e autorevoli soggetti istituzionali hanno ripetutamente evidenziato l’inutilità e lo sperpero ingiustificato di risorse oltremodo preziose in una crisi così profonda. Medici, infermieri, operatori, mezzi e fondi destinati ad un inutile doppione della Guardia Medica, addirittura nelle stesse sedi. Gli ambufest sono solo la punta dell’iceberg di una gestione intollerabile, che ormai pervade la generalità delle attività sanitarie – hanno concluso i due medici – E’ volontà dello SNAMI portare a conoscenza di tutti quanto di anomalo e contorto accade nella gestione della salute come spinta per le forze sane per riportare l’onestà morale ed il rispetto della dignità dei cittadini nell’ammistrazione pubblica”.