Alatri Canicattì e Veroli esclusi dai concorsi a premi in Italia, “Hanno vinto troppo”

I negozi di tre Comuni italiani – Alatri, Veroli e Canicattì – sono gli unici a non poter partecipare ai principali concorsi a premi abbinati alla vendita di prodotti per la casa e generi alimentari di noti marchi. I concorsi sono aperti ai consumatori che fanno la spesa in qualunque punto vendita italiano «esclusi quelli dei Comuni di Alatri (FR), Veroli (FR) e Canicattì (AG)». A scriverlo, nero su bianco, è il regolamento dei concorsi «Marchi del benessere», «Scopri il gusto che ti premia», «Scopri il gusto di volerti bene».
A segnalare l’anomalìa, e a chiedere un chiarimento, è stata l’associazione dei consumatori Aeci della provincia di Frosinone: il presidente Matteo Loffredi ha inviato una richiesta all’Antitrust. Il documento evidenzia come gli ignari consumatori che acquistano i prodotti anche in quei negozi non sanno di essere esclusi sin dal principio da ogni possibilità di vincita. In alcuni casi, in palio ci sono automobili, consolle per videogiochi, viaggi in Sudamerica. Un gruppo di clienti di Alatri si è rivolto all’avvocato Enrico Pavia, che ha inviato una diffida alla società organizzatrice dei concorsi e una segnalazione all’Antitrust affinché venga cancellata questa «discriminante».
Ma perché Alatri, Veroli e Canicattì sono le uniche città italiane escluse dai concorsi? «Per colpa di un numero eccessivo di vincite – spiega l’avvocato Pavia – . I grossi marchi (Nestlé, Zueg, Coccolino…) affidano i concorsi a una società di Milano, la Sgm, che provvede all’estrazione dei premi. Il consumatore acquista il prodotto e poi, telefonicamente, indica il codice impresso sulla confezione. Ovviamente i prodotti vengono venduti nei supermercati (Conad, Esselunga, Coop) che espongono la cartellonistica in cui si spiegano le modalità di partecipazione. Una volta che il consumatore ha comunicato il codice del prodotto, un algoritmo provvede alle estrazioni dei numeri vincenti. Ebbene – prosegue l’avvocato – evidentemente i consumatori (molti dei quali hanno addirittura costituito dei gruppi tra amici e parenti) hanno intuito il meccanismo e, magari, con l’aiuto di qualche informatico, hanno capito come funziona l’algoritmo. Per cui, acquistando i prodotti con i codici giusti, hanno alte probabilità di vittoria. A questo punto – aggiunge l’avvocato Pavia – la società che gestisce il concorso, e che deve spalmare i premi su tutta la Penisola, da Torino a Palermo, ha pensato bene di escludere Alatri, Veroli e Canicattì per evitare una eccessiva concentrazione di vincite su quei territori».
L’avvocato Pavia, che è anche consigliere comunale di Alatri, in settimana presenterà una mozione al Consiglio affinchè l’ente si attivi per far cancellare questa «discriminante offensiva che pone la città in un’ottica negativa».  «Non vorrei – conclude l’avvocato – che i recenti episodi di cronaca, culminati con due omicidi nel giro di pochi anni, abbiano dato un connotato negativo alla città. È giusto che l’amministrazione comunale si attivi per tutelare il suo buon nome. Altrimenti inviteremo i cittadini a boicottare i prodotti delle società che hanno indetto i concorsi». corriere.it