Basket Veroli, la società risponde alla Brigata ciociara

«In risposta a quanto scritto e diffuso dalla “Brigata Ciociara” il CDA del Basket Veroli intende precisare che la società ha fatto un accordo con la Stella Azzurra Roma, club blasonato e famoso nel mondo della pallacanestro, per gestire insieme la stagione agonistica 2014-15 dividendo in pari misura le spese con vantaggi evidenti per entrambe le realtà. Con questo accordo la Stella Azzurra potrà valorizzare i suoi giovani talenti e il Basket Veroli potrà dimezzare il suo budget di spesa.  Il signor Martinelli è l’artefice di questo accordo e si sta impegnando, come noi, a reperire i fondi per far fronte a tutte le spese.  Non è vero che il signor Martinelli stia ostacolando gli interventi sul mercato, anzi si sta adoperando per potenziare la squadra nel limite delle possibilità economiche.  Certo può aver sbagliato nel definire i tifosi della Brigata Ciociara “4 teppisti” e da questa affermazione, se veritiera, tutto il CDA si dissocia.  La squadra ha sicuramente necessità di tornare sul mercato, ma, allo stato attuale, non ci sono le risorse per cui è necessario avere pazienza e adoperarsi tutti per reperire quegli aiuti finanziari che ci permettano di andare avanti dignitosamente.  Nessuno gioca con la passione dei tifosi perché è la nostra stessa passione, con il piccolo particolare che noi dobbiamo pensare anche a far quadrare i conti.  Una cosa è assolutamente certa: non c’è nessun guadagno e dove non c’è il guadagno la remissione è certa. E’ preferibile, secondo noi, avere una squadra in Lega Gold spendendo gli stessi soldi che avremmo speso in serie C, con l’aggravante comunque di non poter giocare a Veroli in mancanza di una struttura adeguata, e di disperdere il patrimonio e la storia che la nostra gloriosa società ha costruito faticosamente in tutti questi anni.  Dire infine che la Brigata Ciociara non ha né società né squadra che li rappresenti è il più grande insulto che si possa fare a chi, come noi, si impegna senza risparmiarsi per mantenere in vita questa “nostra creatura”».