Air Jordan, la schiacchiata di Michael compie trent’anni

[one_third][/one_third] Trenta anni di una schiacciata-mito di una leggenda dello sport, che fra qualche giorno – il 17 febbraio – di anni ne compirà 55. L’All Star Game della Nba 2018, allo Staples Center di Los Angeles, celebrerà infatti Michael Jordan nel ricordo di quanto accaduto 30 anni fa quando, proprio a Chicago e davanti a 18.403 tifosi in delirio per lui. Il 6 febbraio del 1988 ‘Air’ vinse la più bella gara della schiacciate di sempre: la finale dello Slam Dunk Contest contro Dominique Wilkins, stella di Atlanta, è rimasta nella storia del basket. Volava in cielo e rimaneva un secondo fermo, con un gesto immortalato persino da un marchio di scarpe e poi di abbigliamento che ne ha fatto per sempre Michael ‘Air’ Jordan. Quel giorno, c’era l’equilibrio assoluto fra i due fenomeni, e allora per romperlo Jordan tirò fuori dal cilindro delle sue magie una schiacciata dalla linea dei tiri liberi che fece impazzire la gente. Rimase a bocca aperta perfino Doctor J, Julius Erving, il primo a far diventare quel gesto un’opera d’arte sportiva, e si capì che la Nba aveva il suo nuovo re ed era definitivamente sbocciato il migliore giocatore della storia del basket.

Da quella prodezza (“ma se non fossimo stati a Chicago non so se ci sarei riuscito”, commentò Michael) venne fuori perfino un marchio, perché la Nike, che già sponsorizzava Jordan, decise che dalle sue schiacciate avrebbe tirato fuori uno alternativo, rimasto poi sotto l’ala della casa-madre, ma che oggi fattura per conto proprio cifre che ne fanno la terza potenza dell’abbigliamento sportivo. E non è un caso che nell’All Star Game di quest’anno le maglie da gioco, dei bianchi e dei neri selezionati da Lebron James e Stephen Curry, saranno ‘griffate’ Jordan, con il simbolo dell’uomo che vola con il pallone da basket in mano. E, ultimo omaggio al Mito, lo ‘store’ online del sito della lega già vende la maglia ‘All Star Game 2018’ anche di Jordan, che si è ritirato ma rimane quello che non ci sarà mai più un altro come lui e fattura più di tutti, tanto da avere un patrimonio da quasi due miliardi di dollari. E di essere diventato il primo uomo di colore interamente proprietario di una franchigia, gli amati Charlotte Hornets in omaggio alla terra di cui è originaria la sua famiglia. ansa.it